Otranto & il Salento

Òtranto (5.481 abitanti) è una città della Puglia, in provincia di Lecce, situata lungo la costa orientale della penisola salentina. Il capo omonimo è il punto posto più a oriente d'Italia (fuori dal centro abitato il punto esatto è situato presso Punta Palascìa). Ha dato il suo nome al canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania.

In epoca romana Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fonti [1] danno tuttavia come nome latino Odruntum, termine sempre tuttavia legato alla parola acqua, precisamente al termine messapico "Odra", appunto acqua.

Le immediate vicinanze di Otranto erano abitate probabilmente già dal Paleolitico, certamente dal Neolitico; la città fu poi popolata dai messapi, stirpe che precedeva i greci, quindi - conquistata da costoro - entrò nella Magna Grecia e, ancora, cadde nelle mani dei romani, diventando presto municipio.

L'importanza del suo porto le fece assumere il ruolo di ponte fra oriente e occidente. Otranto fu centro bizantino e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nella sua splendida cattedrale, costruita fra il 1080 e il 1088, nel 1095 venne impartita la benedizione ai dodicimila Crociati che, al comando del principe Boemondo I d'Altavilla (1050-1111), partivano per liberare e per proteggere il santo Sepolcro. Di ritorno dalla Terra Santa, proprio a Otranto san Francesco d'Assisi era approdato nel 1219, accolto con grandi onori. A Otranto, l'11 settembre 1227, era morto a seguito di malaria il langravio di Turingia, sposo di santa Elisabetta di Ungheria.

palasciaNel 1480 fu espugnata dai Turchi, che fecero strage della popolazione durante la Battaglia di Otranto, uccidendo 800 persone: si tratta dei famosi beati Martiri idruntini. I Turchi distrussero anche il Monastero di San Nicola di Casole (poco a sud di Otranto). In tale monastero, i monaci basiliani avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora occidente oltre ad aver istituito la prima forma di college nella storia, che ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa che si recavano a Otranto per studiare. Fu uno di questi monaci (Pantaleone) l'autore del monumentale mosaico pavimentale (il più grande in Europa) contenuto nella cattedrale. I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi nelle migliori biblioteche d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino a Mosca.

I monumenti principali della cittadina di sono la cattedrale, col suo notevole pavimento a mosaico risalente agli anni 1163-1165, il castello al cui rafforzamento fece provvedere Federico II di Svevia, la chiesa bizantina di san Pietro, che costituisce la chiesa più antica di Otranto, le mura angioine e il centro storico. Si ricorda, inoltre, la piccola chiesa dedicata alla Vergine degli Abissi e la chiesa di Santa Maria dei Martiri.

Pochi chilometri a nord della città, sulla costa, di notevole interesse paesaggistico sono i Laghi Alimini e la Baia dei Turchi. Tra i tratti di costa ancora incontaminati si segnalano inoltre la scogliera della Specchiulla e la spiaggia di San Giorgio.

Porto Badisco è una nota località balneare situata nel territorio del comune di Otranto. Meta turistica di notevole interesse storico-paesaggistico, essa si affaccia sul mar Ionio (trovandosi a sud di punta Palascìa, convenzionale confine tra mar Adriatico e Ionio), dista 35 km da Lecce, 8 km da Santa Cesarea Terme e 15 km da Castro. Secondo un'interpretazione corrente, fu proprio Badisco il primo approdo di Enea, descritto nell'Eneide di Virgilio: l'eroe vi avrebbe fatto scalo nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia (secondo studi recenti tale approdo potrebbe in realtà situarsi nei pressi di Roca Vecchia, nel comune di Melendugno o a Castro Marina). A Porto Badisco si trova inoltre la Grotta dei Cervi, che contiene importanti graffiti paleolitici ed è caratterizzata da numerosi anfratti e calette di rara bellezza. In Direzione Santa Cesarea – Castro – Leuca, inoltre, si trova la cosiddetta "Grotta delle Striare", cioè grotta delle streghe, caratteristica per l'entrata attraversata in diagonale da una lingua di roccia.

Dall'ottobre 2006 parte del territorio di Otranto rientra nel Parco della costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.


Il Salento

Lecce è una città di 94.130 abitanti dell'Italia meridionale, capoluogo dell'omonima provincia situata in Puglia, nella parte più pianeggiante del Salento e nel cuore di un'area densamente urbanizzata, che conta oltre 400.000 abitanti.

Maggiore centro culturale della penisola salentina, sede dell'omonima arcidiocesi e di un'antica università, è posta a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica.

Attiva nei settori dell'industria agricola (olio, vino) e della ceramica, è la città dove più elaborato è stato lo sviluppo dell'arte barocca in pietra leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Si parla, infatti, di barocco leccese e, per la bellezza dei suoi monumenti, la città è definita la Firenze del sud.

Architettura e urbanistica

otranotteIl paesaggio architettonico richiama le città della Grecia per la predominanza assoluta delle case bianche "a calce", senza tetto (con solaio), soprattutto in campagna e sulla costa, ma i centri storici sono caratterizzati dal barocco leccese, un lascito spagnolo del Plateresco, che rispetto al Barocco del resto d'Italia si spoglia della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasforma le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti. In ciò, molta importanza ha avuto la locale "pietra leccese", tenera e malleabile e dal caldo colore giallo rosaceo.

La struttura tipica dei centri storici salentini, quindi, è caratterizzata da un tessuto molto compatto (non c'è separazione fra le case) di vicoli bianchi dalle pareti dipinte a calce sempre ravvivata (ad eccezione della città di Lecce e dell'area di Maglie, dove anche le case di civile abitazione sono costruite nella pietra bianco-rosacea proveniente dalle cave di Cursi) sui cui muri campeggiano gli accesi colori degli infissi, inframmezzati da palazzi nobiliari e chiese d'epoca barocca in pietra viva.

Tipica l'entità architettonico – urbanistica della casa a corte di origine araba e diffusa anche in Sicilia. Molti vicoli, infatti, dispongono di quelli che apparentemente sono altri vicoli perpendicolari, ma si rivelano ciechi, terminando pochi metri più in là. Su tale spazio urbano, definito corte (dal latino cohorte, "spazio che comprende l'orto", "recinto"), si affacciano le porte e le finestre di molte abitazioni, col voluto risultato di farne uno spazio di vita comune, una sorta di popolare "salotto" dove, nei tempi andati, molte famiglie vivevano gran parte della giornata chiacchierando, ricamando e aiutandosi nelle faccende domestiche.

In genere, oltre all'arredamento povero di piantine in vaso, in una corte non manca mai la caratteristica pila comune, una sorta di lavatoio in pietra corredato di una parte scanalata (stricaturu) su cui strizzare i panni. In alcune aree, addirittura, tali corti sono occultate da un portone (mignano) che finge l'ingresso di una abitazione, rivelandosi, una volta invece aperto, l'ingresso di questo spazio multi-familiare.

Tradizioni musicali

pizzicaDi particolare interesse antropologico sono l'ormai estinto fenomeno del tarantismo, una forma isterica di straordinario impatto scenico, e l'invece rimontante culto per la pizzica, la musica tradizionale e battente che un tempo accompagnava i riti di guarigione delle tarantate, cioè delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. In realtà, si trattava di un originale modo di manifestarsi dell'isteria.

Nella pizzica pizzica tradizionale si balla in coppia. La coppia non necessariamente deve essere formata da individui di sesso opposto: abbastanza comunemente danzano insieme due donne, mentre al giorno d'oggi è sempre più raro osservare due uomini ballare insieme, nonostante in passato la danza fra due uomini fosse molto più frequente di quella fra un uomo ed una donna.

Negli ultimi anni quello della pizzica e della revisione formale del tarantismo, ormai svuotato dei suoi connotati antropologici tradizionali, in forme musicali contaminate e moderne ha assunto dimensioni di fenomeno culturale, al punto da farne il più caratteristico e famoso dei segni di riconoscimento del Salento, che esporta ormai, quasi come trademark, questa forma musicale ovunque.

Enogastronomia

Cucina salentina

sagraLa cucina salentina è caratterizzata da numerosi piatti tipici, soprattutto a base di verdure e pesce. Anche la carne ha un suo spazio, in particolare la carne equina e di agnello nelle preparazioni più tipiche. Fra gli alimenti più caratteristici si distinguono i pezzetti, uno spezzatino di carne di cavallo al sugo piccante, e la pitta di patate (una pizza bassa di purea di patate farcita con cipolle, capperi, olive nere, pomodoro, e altri ingredienti), ciceri e trya (una pasta e ceci dove una parte della pasta fatta in casa viene fritta e aggiunta alla fine). U purpu alla pignata che sarebbe il polpo cotto in umido e la scapece (alici o sardine con pangrattato e marinatura di aceto con zafferano), sono degli esempi di piatti di pesce, come pure la tajeḍḍa di riso, patate e cozze. Tipico anche il pane con le olive chiamato puccia. Per quel che riguarda la gastronomia "da passeggio", il rustico, è composto da una sfoglia sottile (cotta al forno) contenente un impasto di mozzarella, pomodoro besciamella e pepe. Altro alimento tipico sono le friselle o frise, ciambelle di pane biscottato fino ad una consistenza di grande durezza, realizzato con farina di grano o di orzo (recentemente anche di farro) e tagliato a metà cottura in senso orizzontale, che va ammorbidito mediante breve immersione in acqua e quindi condita con olio, sale e pomodoro. Diffuse anche sono le pittule, frittelle di forma grossolana bianche il cui impasto può essere anche arricchito con pomodori e capperi, alici, cavolfiori, rape. Molto rinomata è la pasticceria, più simile a quella siciliana che alla pugliese, in cui si distinguono il pasticciotto leccese (pastafrolla di forma predefinita ripiena di crema pasticcera), il fruttone (simile nella forma al pasticciotto, con la differenza che la parte superiore è ricoperta di cioccolato ed all'interno della pasta frolla vi è una base di pasta di mandorla con sopra marmellata o cotognata), le bocche di dama, la pasta di mandorla (tipico a Pasqua è l'agnello di pasta di mandorle col ripieno di faldacchiera o di perata), lo spumone salentino, i mustazzoli, la cùpeta ecc.

Vini salentini

Nel dialetto salentino, per indicare il vino, si usa la parola "mieru". Tale espressione è dovuta al carattere vigoroso e intenso del vino prodotto nel Salento, e ha origine dall'espressione latina merum ("vero", "schietto") con la quale i Romani lo definirono per distinguerlo da quello greco, più leggero e annacquato.

L'importanza del vino è sottolineata dai festeggiamenti in onore di San Martino di Tours (11 novembre), giorno in cui la tradizione contadina vuole che il mosto si trasformi in vino. I festeggiamenti sono diffusi in tutto il Salento e la tradizione prevede che vengano stappate alcune bottiglie di vino imbottigliate durante la vendemmia precedente e venga assaggiato il vino novello.

Solo negli ultimi anni il Salento ha cominciato ad investire a fondo nei vini di qualità, con risultati straordinari e riconoscimenti nelle più importanti rassegne vinicole. Sono da rimarcare i rossi prodotti con il Primitivo, con il Negroamaro e con la Malvasia nera; i bianchi con la Malvasia bianca, con il Bombino bianco e con il Verdeca; infine i tradizionali rosati, anch'essi fortemente rivalutati con etichette che hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati.


Il Mare


Òtranto (5.481 abitanti) è una città della Puglia, in provincia di Lecce, situata lungo la costa orientale della penisola salentina. Il capo omonimo è il punto posto più a oriente d'Italia (fuori dal centro abitato il punto esatto è situato presso Punta Palascìa). Ha dato il suo nome al canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania.

Il Canale d'Otranto è il tratto del mar Mediterraneo compreso tra la Puglia e l'Albania. Divide il mare Adriatico dal mar Ionio e prende il nome dalla città italiana di Otranto, in Provincia di Lecce. Ha una larghezza di 45-55 miglia nautiche, equivalenti a 85-100 chilometri.

Durante la prima guerra mondiale il suo controllo fu strategicamente rilevante. Le flotte alleate di Italia, Francia e Gran Bretagna, bloccando l'accesso al Canale, impedirono alle navi dell'Impero Austro-Ungarico di entrare nel Mediterraneo, mantenendole così al di fuori del teatro di guerra navale.

Solo negli ultimi anni il Salento ha cominciato ad investire a fondo nei vini di qualità, con risultati straordinari e riconoscimenti nelle più importanti rassegne vinicole. Sono da rimarcare i rossi prodotti con il Primitivo, con il Negroamaro e con la Malvasia nera; i bianchi con la Malvasia bianca, con il Bombino bianco e con il Verdeca; infine i tradizionali rosati, anch'essi fortemente rivalutati con etichette che hanno raggiunto standard qualitativi molto elevati.

 

Gallipoli (greco: Callipolis) è una città di 21.201 abitanti del Salento posta lungo la costa occidentale della provincia di Lecce, nella Puglia meridionale.

Si affaccia sul mar Ionio e si divide in due parti, il borgo e il centro storico. Il primo è la parte più recente della città, costruita su una penisola che si protende nello Ionio verso ovest, la quale comprende tutte le nuove costruzioni, come ad esempio il palazzo di vetro (chiamato anche Grattacielo). Il centro storico, invece, si trova su un'isola di origine calcarea, collegata alla terra ferma attraverso un ponte seicentesco ad archi.

Di notevole importanza storico-naturalistica è l'Isola di Sant'Andrea, circa un miglio al largo del centro storico.

 

Santa Maria di Leuca,  rinomata località turistica, è la propaggine più meridionale tra i vertici ideali del Salento, insieme a Taranto e a Pilone.

Più precisamente si intende per Santa Maria di Leuca la zona sopra il promontorio su cui si trova la Basilica e il faro (che con la sua altezza di 48 metri e la sua collocazione a 102 metri sul livello del mare è uno dei più importanti d'Italia), mentre la Marina di Leuca è situata più in basso ed è compresa tra punta Mèliso ad est, posta ai piedi del promontorio, e punta Ristola ad ovest, estremo lembo meridionale del Salento.

Sempre a punta Mèliso viene posto, secondo una convenzione nautica, il punto di separazione fra la costa adriatica (ad est) e la costa ionica (a ovest). Si tratta comunque di semplificazioni di comodo che prevedono, quale linea di demarcazione fra le acque del Mar Adriatico e del Mar Ionio, un determinato parallelo:

In realtà, il confine ufficiale, oltre che naturale e storico, fra i due mari è dato dal Canale d'Otranto, ossia lo stretto di mare compreso fra il punto più a est d'Italia (Punta Palascia) e Capo Linguetta in Albania.

Ma, aldilà delle convenzioni, il fatto che da Santa Maria di Leuca sia talora visibile, in determinate condizioni, una linea di separazione longitudinale, ben distinguibile cromaticamente (dovuta in realtà all'incontro fra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal canale d'Otranto), ha da sempre suggerito alla fantasia popolare un confine fisico fra due mari.

La leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse Porto Badisco) sarebbe stata il primo approdo di Enea. Successivamente sarebbe qui approdato San Pietro, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione, per poi giungere a Roma dove fondò la Chiesa. Fu allora che Leuca assunse il suo nome completo di "Santa Maria di Leuca". Il passaggio di San Pietro è anche documentato dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica, recentemente ristrutturata.

 

I laghi Alimini (Alimini Grande e Alimini Piccolo) sono due laghi pugliesi situati nei pressi di Otranto, in provincia di Lecce, facenti parte dell'Oasi protetta dei Laghi Alimini.

I due laghi sono collegati da un canale, ed Alimini Grande è collegato al mare da un altro canale, che taglia una spiaggia vasta ed una pineta a ridosso della spiaggia stessa. Nella zona è molto diffusa la macchia mediterranea.

Costituiscono uno dei luoghi naturali più pregiati del Salento, con un ecosistema che ospita varie specie animali e vegetali e costituiscono una "Zona di Protezione Speciale" (ZPS), proposta come Sito di Importanza Comunitaria europeo (pSIC).

Tra i maggiori luoghi di pregio dell'oasi dei laghi Alimini, è da segnalare sulla costa la Baia dei Turchi. Selvaggia ed incontaminata, e raggiungibile solo a piedi, è il luogo dove, secondo la leggenda, sarebbero sbarcati i guerrieri turchi nell'ambito della battaglia di Otranto del XV secolo.

 

Porto Badisco è una nota località balneare situata nel territorio del comune di Otranto. Meta turistica di notevole interesse storico-paesaggistico, essa si affaccia sul mar Ionio, dista 35 km da Lecce, 8 km da Santa Cesarea Terme e 15 km da Castro.

Secondo un'interpretazione corrente, fu proprio Badisco il primo approdo di Enea, descritto nell'Eneide di Virgilio: l'eroe vi avrebbe fatto scalo nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia (secondo studi recenti tale approdo potrebbe in realtà situarsi nei pressi di Roca Vecchia, nel comune di Melendugno o a Castro Marina).

A Porto Badisco si trova inoltre la Grotta Dei Cervi, che contiene importanti graffiti paleolitici ed è caratterizzata da numerosi anfratti e calette di rara bellezza. In Direzione Santa Cesarea – Castro - Leuca, inoltre, si trova la cosiddetta "Grotta delle Striare", cioè grotta delle streghe, caratteristica per l'entrata attraversata in diagonale da una lingua di roccia.

 

Castro è un comune di 2.545 abitanti del Salento in provincia di Lecce. Sorge lungo la costa orientale della penisola salentina, a sud di Otranto. Il centro abitato è situato a 100 metri di altezza sul livello del mare, ma il suo punto più alto, il cosiddetto monte Mattia, è alto circa 130 metri.

Speciale rilevanza turistica riveste la località Castro Marina, una delle scogliere più visitate sul litorale salentino tra Otranto e Santa Maria di Leuca.

Sulla costa del comune la Grotta Zinzulusa ha un'importanza particolare, essendo l'unico sito carsico italiano tra i dieci mondiali segnalati dal KWI come meritevole di tutela.

 

Torre dell'Orso è una località balneare del Salento, marina di Melendugno, in provincia di Lecce.

Nota per l'ampia spiaggia di finissima sabbia color argento, Torre dell'Orso vanta un mare particolarmente limpido per le correnti del Canale d'Otranto. Grazie a questa caratteristica d'estate la località è frequentata da molti turisti ed è stata più volte premiata con la Bandiera Blu d'Europa per la trasparenza e la pulizia del mare.

Il nome deriva dalla presenza, sulla costa, di una torre del XVI secolo utilizzata in passato per avvistare le navi turche dirette verso il Salento. Presso la spiaggia, tra due scogliere sotto la vecchia torre, si trovano basse dune con una pineta, attraversata da un corso d'acqua chiamato Brunese. La scogliera è ricca di grotte, all'interno delle quali sono stati rinvenuti antichi graffiti in latino e greco, testimonianze di fede dei naviganti..

 

Santa Cesarea Terme è un comune costiero di 3.110 abitanti del Salento in provincia di Lecce. Si affaccia sul lato orientale della costa ionica salentina, a 48 chilometri a sud-est del capoluogo e a 56 metri sopra il livello del mare.

Rinomata località turistica, è frequentata soprattutto durante il periodo estivo, sia per la bellezza del posto sia per le terme di Santa Cesarea, famose per le grotte di origine solfurea, Gattulla, Fedida, Solfurea, e Solfatara.

Santa Cesarea Terme è sita su un lungo tratto di costa interessato dal fenomeno delle sorgenti termali. Le acque clorurate, solfuree e iodiche delle sorgenti di Santa Cesarea Terme sgorgano a temperature variabili in quattro grotte naturali, comunicanti con il mare, denominate: Gattulla, Fetida, Sulfurea e Solfatara. Il loro effetto benefico pare fosse noto fin da epoche remote presso gli abitanti della zona, ma la loro valorizzazione scientifica è databile alla fine dell'Ottocento e, soprattutto, ai primi del Novecento quando venne inaugurato lo stabilimento termale Gattulla (1910). I bagni e i fanghi termali risultano particolarmente indicati per le patologie artroreumatiche, dermatologiche, delle vie respiratorie, nei postumi di traumi, nonché per le cure estetiche e antistress.

 

Sulle origini di Tricase si hanno diverse versioni: alcune di esse motivano la sua fondazione, riferiscono sul periodo storico della sua nascita e spiegano il suo toponimo. Si racconta che anticamente (tra il X e l'XI secolo) esistessero tre Casali e, dall';unione di essi, sembra sia sorto il primo nucleo di abitazioni che poi diede il nome a Tricase.

Sulla strada che conduce alla marina di Tricase Porto c'è uno dei più antichi alberi d'Italia: la Quercia Vallonea, risalente al XIII secolo.

La Quercia Vallonea di Tricase bellissimo esemplare del XIII secolo conosciuta anche come la "Quercia dei 100 cavalieri", nelle vicinanze vi è anche un boschetto conosciuto come "Falanita" (quercia nel dialetto locale) unico per estensione di tutta l'Europa occidentale in cui si può osservare la bellezza di questa pianta.

Ha una circonferenza di 4,25 metri ed una chioma di circa 700 metri quadrati di superficie. Per la sua rarità in Italia è stato dichiarato monumento botanico, assolutamente protetto.

 

Costruito intorno agli anni ‘70, Lido San Giovanni era un tempo una spiaggia privata e a pagamento: per questo numerose famiglie aprivano i loro ombrelloni subito dopo la sua recinzione in quei punti di spiaggia a cui, di lì a poco, avrebbero dato il nome di Baia Verde.

Anche qui,come per la maggior parte degli altri lidi gallipolini, le spiagge sono basse e sabbiose ma la continua opera del mare molto spesso fa emergere scogli di tenera arenaria.

 

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